venerdì 4 gennaio 2013

IL RITORNO DI SPADRILLAS: è il pubblico che ce lo chiede, è Matteo Renzi che ce lo impone. Il disco nuovo di Guccini, la sua svolta cinghiamattanza.















(Accento Svedese se sfila la cinta e inizia la danza)

La prima volta che ho sentito L'Ultima Thule (il nuovo album di Francesco Guccini, l'album con il quale Francesco Guccini si ritira dalle scene, un album assolutamente uguale agli altri album di Francesco Guccini che fingo di conoscere alla perfezione ma in realtà non ho mai ascoltato) è stata mentre ero in coda per votare Matteo Renzi alle primarie del PD utilizzando una mail farlocca. È partita la canzone che dà il titolo (non posso scrivere title track ma è come se lo avessi fatto) ed io ho detto: “Toh, un'altra canzone di Guccini uguale alle altre!” e poi: “Mah, non è poi che io conosca così bene Guccini da dire che la canzone è uguale alle altre. Quando ero in prima superiore al noleggio cd ho preso Parnassius Guccinii, l'ho copiato su cassetta ma non l'ho ascoltato manco una volta” ed infine: “L'Ultima Thule?!? Ma che cazzo vor dì?”, ed ho votato Renzi per rottamare una certa sinistra che si crede superiore intellettualmente e moralmente al resto della sinistra, alla destra, al centro e pure a Francesco Rutelli che è un caso a parte. Poi me ne sono andato a casa, fra una bestemmia di un anziano che giocava a briscola nel circolo sede del seggio ed un'altra bestemmia dopo goal del Genoa (ma poteva essere anche il Cagliari, o il Bologna – io non capisco un cazzo di calcio come non capisco un cazzo di musica, ma mi arrogo il diritto/dovere di scrivere di entrambe le cose e tant'é) contro l'Inter (ma poteva essere anche l'Atalanta o addirittura il Pisa – vedi sopra), pieno di dubbi e soprattutto convinto di non aver rottamato nessuno.

Poi, giunto a casa, ho continuato a chiedermi: “L'Ultima Thule?!? Ma che cazzo vor dì?”, e dopo un'ora di agghiacciante monologo interiore fatto di domande o risposte, parentesi aperte e chiuse a caso, punteggiatura messa alla cazzo e nessuna conoscenza riguardo a formattazione di un testo scritto al computer et similia ci sono finalmente arrivato: il nuovo album di Francesco Guccini, l'album con il quale Francesco Guccini si ritira dalle scene, un album assolutamente uguale agli altri album di Francesco Guccini che fingo di conoscere alla perfezione ma in realtà non ho mai ascoltato (mi sono rotto il cazzo di scrivere “album di Guccini, dunque la smetto di fare copiaincolla a caso) si chiama come una band nazi-hc svedese. Da non crederci. Ma lo sapeva Guccini prima di scegliere un titolo del genere oppure no? E quando l'ha saputo ha fatto finta di nulla perché è ormai a fine carriera o é corso invano in tipografia per bloccare la stampa delle copertine? È un caso oppure l'ha fatto apposta? È sempre stato nazi e non ha mai avuto il coraggio di dircelo oppure è stata una svolta a 360°, di quelle che un bello guaglione come Francesco Rutelli non avrebbe mai il fegato di fare? E i fuorisede che ascoltano solo Bob Marley, i Modena City Ramblers e Francesco Guccini e fingono di studiare a spese del padre avvocato o commercialista cosa ne pensano? Ed infine/e soprattutto, chi è rimasto mentalmente fermo negli anni tra il 1965 ed il 1975 come Assante e Castaldo che ne pensa? (Già, che ne pensano Assante e Castaldo? Li ho visti ospiti al programma di Fabio Valium Fazio un lunedì sera a caso - tra l'altro nella stessa puntata in cui era ospite Guccini. Parlavano dei Beatles e non ho capito che ne pensavano del fatto che Guccini ha chiamato un disco col nome di una nazi-hc band svedese. Ma che film la vita, tutta una tirata – in questa frase tra parentesi ho sbagliato apposta un paio di tempi verbali). Boh, non so rispondere. Nessuno può rispondere, nessuno ci prova. Provo a verificare su Focus perché Focus ha una risposta a tutti i quesiti e magari mi chiarisco definitivamente le idee.

Ora, una mia personale svolta a 360° (scrivo per la seconda volta “svolta a 360° anche se non dovrei – era solo per poi potermi scusare per il bisticcio di parole volta-svolta. Mars Volta, Volta il disco di Bjork, Voltron il robot dei cartoni animati anni ottanta ed un sacco di altre cose che ho in mente ma che non riporto altrimenti perdo il filo del discorso): nel '93 ho noleggiato Parnassius Guccinii al noleggio cd nel quale mi recavo abitualmente, gestito da un tipo che di punto in bianco ha chiuso l'attività ed è sparito nel nulla, salvo poi ricomparire sullo schermo del mio televisore come figurante in una puntata di Forum, invecchiato di qualche anno ma pur sempre totalmente inetto nel campo socio-musicale (storie vere, sia quella di Forum che quella dell'inettitudine). L'ho copiato su una cassetta al cromo da novanta minuti - sul lato A Guccini / sul lato B un best of di Bryan Adams - come si faceva all'epoca per ottimizzare spazi e tempi. La cassetta non l'ho mai ascoltata, l'ho cancellata qualche settimana dopo per registrarci sopra un paio di puntate del Deejay Time di Albertino e soprattutto una puntata di Cordialmente pista di lancio con Elio e Le Storie Tese nella quale Mangoni cantava nel suo karaoke-delirio Canzone per un'amica di Francesco Guccini (o era dei Nomadi? o era di entrambi? O magari della cover band ufficiale dei Nomadi, ossia i Nomadi stessi? Non ho voglia di verificare in rete, prendo per buona questa proiezione della mia mente). Se avessi avuto a disposizione il masterizzatore non sarebbe mai successo, se avessi avuto internet e possibilità di scaricare dischi men che meno – ma non avevo manco il pc ed il problema non si pone proprio. Tra l'altro, qualche anno dopo insieme ad alcuni miei amici ho inciso artigianalmente una esplosiva karaoke-version di Canzone per un'amica, architettata per pigliare per il culo un nostro amico caduto da poco in motorino e cantata su una di quelle terrificati basi midi da pianobar che imperavano negli anni novanta (e probabilmente imperano ancora, visto che quel uno dei miei compagni di avventura all'epoca faceva pianobar ed oggi è diventato famoso e si esibisce pure a Cantando Ballando su Canale Italia). Ecco, questo spiega tante cose – fra cui forse anche la conversione politica di Francesco Guccini e la sua decisione di dedicare un disco ad una oscura nazi-hc band svedese, in barba al suo pubblico fedele manco fosse Giovanni Lindo Ferretti che può passare dal socialismo reale applicato a Papa Ratzinger ed i suoi concerti all'Estragon di Bologna registrano sempre il tutto esaurito. O, ben più probabilmente, non spiega un bel nulla ed è solo citata a sproposito perché dopo le duemila battute sono pagato a cottimo e devo impiegare più spazio possibile per pagare i miei vizi e i miei sfizi. Che legame c'è tra Guccini ed una oscura nazi -hc band svedese? Il produttore, che in entrambi i casi è Andrea Insabato – ma questo è un altro discorso che non sto qui ad approfondire anche perché ora lo farà qualcun altro.


(Ill Bill Laimbeer prende bene la mira: il cuoio nell'aria sta ufficializzando le qualità della danza: CINGHIAMATTANZA)

Ritirata strategica camerati: con l'Ultima Thule (che non ho neanche voglia di controllare se si scrive così) il Massimo Morsello di una certa sinistra decide di salutare romanamente e andare finalmente in pensione. Potremmo insomma definirla una ritirata strategica travestita strategia della pensione. Queste le scarne note di copertina, fatte presentare forzatamente a quel Patrizio Peci di Vincenzo Mollica (finalmente processato dal Tribunale del Popolo rappresentato da Lino Toffolo; note di copertina scritte tra l'altro 30 anni fa, ma tanto è lo stesso, li eravamo e lì siamo rimasti): “Gli ultimi avvenimenti hanno mostrato come siano mutati i termini dello scontro di classe nel nostro paese. Bisogna prendere atto che una fase si è chiusa, e a chiuderla è stata la borghesia imperialista. Il compito che si pone oggi ai rivoluzionari è imparare dalle sconfitte per condurre in modo vittorioso la guerra di classe nelle metropoli vero centro dell’attacco della controrivoluzione”. Dopo essermi domandato “Ma che cazzo vor dì?” sono andato a Votare Tabacci alle primarie fingendomi Antani, anzi, fingendomi Pantani e dunque pretendendo di votare al seggio Residence Le Rose.
Ma torniamo all'ultimo lavoro di Francesco Guccini il Morsello rosso dichiara finalmente, con almeno 30 anni di ritardo di avere esaurito le idee indica il Sendero Luminoso ad una certa sinistra da salotto, quella che puzza di sigaro e con più forfora che fosforo: trasferire il salotto a Casa Pound per sparigliare le carte cagando sul tappetto bello sapendo che tra l'altro le carte sono state con la macchina da scrivere di Giampiero Mughini. Giusva Fioravanti l'aveva detto anche lui una trentina d'anni fa con la sua teoria degli opposti estremismi teorizzata con Francesco Salvi (la c.d teoria ESTREMISMO SENZA LIMITISMO. Se non ci credete immaginatevi a chi era indirizzata la frase “Mi hanno detto c'hai una voce che fa colpo infatti m'hanno sparato” se non a Patrizio Peci) nel backstage del Drive In. L'avevano detto pure I Niù Tennici (o erano i Pitura Freska stando a questo fan dei Gem Boy,:http://canzoni-divertenti.blogspot.it/2010/10/pitura-freska-affitta-una-ferrari.html), veri frati mitra dell'epoca delle Posse che Guccini prima o poi si sarebbe stufato della sua 127 Rossa e si sarebbe affittato una Ferrari. Salutiamo quindi romanamente questo album con cui Guccini si toglie strategicamente dalle balle trasferendosi da Via Paolo Fabbri 43 Civico 88, più vicino a Casa Pound Bologna: e per chi ha dubbi sulla sua svolta chiedetevi il perchè a me nel 1999 mi ha denunciato perchè con la mia morosa fuorisede dell'epoca universitaria gli suonavo il campanello e scappavo e invece quelli di Casa Pound non li denuncia nonostante loro sanno benissimo che abita in quella via e a quel numero civico a due passi d'oca da loro. Chidetevi il perchè diocane, che poi avete un bel dire poi a sbeffeggiare Chicoria del Truceklan perchè a vostro dire si faceva la spia nei suoi testi, che lui comunque si è fatto 3 anni ar gabbio e Guccini invece è a piede libero (anzi a Sandalo libero, intesto come Roberto Sandalo detto Robi Il Pazzo, quello che insomma si è venduto Prima Linea e poi è stato sbattuto fuori dalla Milizia Padana di Borghezio quindi si è arruolato nella Jihad Islamica perchè ha saputo che la bomba di Bin Laden era più potente del Pallone di Maradona).
Ma torniamo a parlare di musica, chiarendo che come al solito l'ultima roba di Guccini che ho preso è stato anche per me il cd tipo nel 1994 di Parnassius Guccinii che avevo rubato in un noleggio di cd abusivo gestito da un socio dei Fratelli Savi (True Story), assieme a un cd dei Velvet Undergound credendo che facessero Underground nel senso di musica House. E anche in quel caso non l'avevo ascoltato. Questo noleggio di cd ti faceva firmare una promessa di vendita del cd, tu te lo portavi a casa te lo registravi nel lato a o b di una TDK da 90 e lo riportavi indietro. Poi il noleggio di cd è stato dato alle fiamme da degli slavi, ma questa è un'altra storia. Torniamo a parlare di musica: questo ultimo album di Guccini dicevamo, come suona? Come se Dente fosse andato a suonare nei Dente di Lupo potrei dire. Come se Povia fosse diventato il secondo cantante dei Gesta Fallica. Come se i Porco 69 facessero una colonna sonora per Myazaki diventando Porco Rosso 69. Come sei Paviglianiti fosse andato a suonare nei Civico 88 a casa di Guccini ubriaco come al solito, cambiando nome al gruppo in Cinico 88. Come se gli Hate For Breakfast facessero colazione da Tiffany. Come se il blocco studentesco avesse un blocco intestinale in blocco. Come se Isaac George quello del Drive In andasse coi Sumbu Brothers a menare fortissmio Idris quello di Quelli Che Il Calcio. Come se Rutelli cantasse coi Pop Will Eat Itself Touched by the hand of Cicciolina. Come se Taricone rappasse con Tarik1. Come se la Formula 3 andasse in Terza Posizione. E via di questo passo, potrei continuare per due pagine. Producono A 6 mano Andrea Insabato, Antonio Sabato quello che giocava nell'Inter e l'attore Antonio Sabàto tutti e tre presenti nella foto gallery del pezzo.
Ecco, questo spiega tante cose – fra cui forse anche la conversione politica di Francesco Guccini e la sua decisione di chiudere col botto convergendo laddove è arrivata prima di lui 30 anni prima una certa destra, in barba al suo pubblico fedele manco fosse Giovanni Lindo Ferretti che può passare dal socialismo reale applicato a Papa Ratzinger ed i suoi concerti all'Estragon di Bologna registrano sempre il tutto esaurito grazie agli over 40 e ai fuorisede. O, ben più probabilmente supercazzola: dopo le duemila battute sono pagato a cottimo e devo impiegare più spazio possibile per pagare i miei vizi e i miei sfizi.
Ciao Francesco non ci mancherai perchè tanto ci penserà Beppe Carletti a mettere su una tribute band ufficiale di Francesco Guccini che diventerà così la miglior cover band di sé stessa. In barba alla querela che Beppe Carletti ci ha fatto perchè dopo la morte di Augusto Pinochet Daolio dichiarammo nel blog “I Nomadi sono la miglior cover band di loro sé stessi”: tanto basta che se ne parli che è tutta pubblicità per il blog.

domenica 5 agosto 2012

IL RITORNO DI SPADRILLAS: CE LO CHIEDEVA L'ITALIA, NOI L'ABBIAMO FATTO SUL SERIO.







Abbiamo deciso che è ora di scendere in campo e tornare a scrivere. I lettori ce lo chiedono, il paese ce lo chiede e noi non possiamo di certo starcene con le mani in mano (oppure sul pacco, tanto è uguale e porta pure fortuna anche se è poco igienico) quando il dovere chiama.


Ci chiedono di ricominciare ed allora ricominciamo, con la stessa grinta e determinazione di Alberto Tomba quando in Alex L'Ariete entra nel casolare ed inizia ad urlare mentre spara per vendicare il suo amico appena morto (che cazzo di capolavoro Alex L'Ariete, verrà il giorno in cui la critica cinematografico-sinistrorsa ne capirà il reale valore, ed allora saranno volatili per diabetici – cazzi amari, per dirla alla Lino Banfi in non so quale film che non ho voglia di cercare su Wiki perché la connessione internet non funziona). In questi mesi è successo di tutto: ci hanno assunto a Libero e guadagniamo (o guadagnamo? Non so come si scriva, ma dovrebbe essere “guadagniamo” perché il correttore automatico non corregge – scrivo “incassiamo” per essere sicuro) un sacco di soldi a scrivere cazzate, abbiamo vinto un concorso alle Poste grazie alla raccomandazione di uno zio cardinale, abbiamo vinto il Festival di Sanremo come cantavano gli Statuto una vita fa (o Un'estate fa, tipo il tormentone 2001 circa dei Delta V), ma soprattutto è morto Berlusconi, hanno trafugato la sua salma e l'hanno rimessa virtualmente in vita come fecero con Bernie Lomax in Weekend con il morto e l'hanno fatta scendere di nuovo in campo, come se nulla fosse.


Ecco, il vero motivo della nostra discesa in campo è questo: Berlusconi in persona ci ha ingaggiato come consulenti web per fargli la campagna elettorale in rete e Spadrillas in da mist diventa dunque una sorta di piattaforma/comitato elettorale per fargli vincere le elezioni del 2018 (quelle del 2013 non ci saranno, si sa – andremo avanti con Monti altri cinque anni senza dare la facoltà di scegliere agli elettori). Il paese ce lo chiede e noi rispondiamo signorsì (anzi, rispondiamo Signori – nel senso di Beppe Signori, quello che riusciva a mangiare un Buondì in trenta passi nonché a scommettere su qualsiasi cosa, partite di campionato comprese), ed ecco che inizieremo di nuovo a scrivere cagate fasciste a caso, ecco che cominceremo a trollare sui forum e sulle message board, ecco che cominceremo a lasciare commenti pro-Silvio sul sito del Corriere e di Repubblica, ecco che posteremo fake-filmati di Silvio si YouPorn ecco che tenteremo improbabili attacchi hacker al blog del nostro amico Beppe Grillo (che saluto), ecco che difenderemo l'indifendibile sia dal punto di vista politico che musicale. Vuoi una autorevole recensione di un disco appena scaricato, magari senza che il file sia stato aperto? Vuoi perdere peso velocemente, senza fatica e senza dieta Dukan? Vuoi trovare posto di lavoro in un Lidl con le guardie sull'uscio perché sito in una zona parecchio malfamata? Rivolgiti a noi, non te ne pentirai. L'importante è fare vincere le elezioni 2018 alla salma di Silvio, l'importante è pigliare i soldi di Libero e/o di Silvio scrivendo roba brutta e/o di cattivo gusto.


(Ill Bill Laimbeer back on the map prende il Mic e ruba la salma di Mike Bongiorno)


Abbiamo deciso che è ora di scendere in campo e tornare in campo e far finta di tornare a scrivere. Sì perchè non abbiamo mai smesso visto che tutti siam uomini d'affari noi ci affidiamo a quelli coi prezzi meno cari: in questo periodo ci siamo dedicati alla corrispondenza dai Lidi Ferraresi per Libero, sezione spettacoli: Salvatore Samperi, il pentito Rocco Barbaro Tommasino Buscetta e Franco free ValFreda (abbiamo, dopo la laurea, già fatto gli stragisti e i correttori di bozze delle rivendicazioni per la sua casa editrice AR edizioni; tra l'altro le sue analisi economiche sono meglio di quelle degli euroscettici e pure di quelle di Oskar Giannino che rimane comunque nei nostri cuori) ci hanno raccomandato e abbiamo ottenuto due contratti a chiavata per Libero che ci dà carta bianca, più un appartamento all'ottavo piano (l'ascensore si ferma al quinto, un omaggio ai cinque del quinto piano quindi a Ric e Gian, e forse anche alla quinto piano, la casa di dvd pirata che trovi nei cestoni a 4 euro che vedi tipo Martyn di Romero con la fotografia verde, o forse un omaggio a Sara Tommasi case e all'abusivismo immobiliare) da Pasqua a quando inizia la scuola sul Viale Mazzini a Lido Degli Estensi dove tra l'altro facciamo i gavettoni di piscio sulle cabriolet di milanesi.

Siamo uomini d'affari e indipendenti quindi a Libero abbiamo il nostro spazio vitale e indipendente che

In redazione la sera lungo i viali, giusto per darci man forte c'è anche Roberto Sandalo detto Robi il pazzo appena bandito dalla redazione della Padania ( e allora ce lo siamo aggiudicato noi perchè non potevamo fare altre), la salma di Donat Cattin padre e figlio quello che ha messo la bomba al manifesto che mi pare si chiami Insabato (fa ridere che è un antisemita e si chiama così) e la salma appena scongelata (ri-gambizzata per scherzo, facendo finta di avere la p 38 scarica: mai fidarsi di quel burlone di Roberto Sandalo quando lo prendi in giro chiamandolo “Roberto Spadrillas”) di Indro Montanelli che avendola noi messa nel congelatore perchè dopo tre giorni puzzava (era pur sempre un ospite) l'abbiamo per forza ribatezzato Rock in Indro Sammontanelli anche perchè siamo sponsorizzati da una nota catena di gelati ovviamente all'Italiana.

Insomma, da come avete capito è un allegro think thank ( o tank?), un goodbye and amen (Roberto Amen) che per niente è una citazione di un film del regista di Alex l'Ariete che si chiama come il pugile che si era sposato la Venere Bianca e tutto torna, una boriosa macchina da guerra dove manca solo Di Pietro col tank in Piazza Maggiore mandato da Francesco Cossiga che ha inaugurato una diga (Carlo Panella per la cronaca regalava una cappella: la mettiamo per i fan dei Paolino e per darci un tono da giornalisti terroristi che anche se scrivono per Libero vengono da un retroterra agli antipodi, anzi agli antipasti). Non è mica come la noiosa redazione champagne molotov (giusto tributo al maestro Enrico Ruggeri che è stato punk prima di noi, anzi scrivo anche “Cafè Caracas” Ligio Gel1 e tributare il gruppo di Matteo Renzulli e Raf prima della svolta rottamatrice) del Manifesto (che ha chiuso da venti e passa anni) o come quella da salotto della Repubblica: la nostra è una redazione che accoglie a gambe aperte tutti i liberi pensatori e come diceva Umberto Smaila (che ci ha portato sulla ruota a Coney Zugna) questa è una redazione che non ha i peli sulla lingua e che ce li ha non sono certo i suoi.

E' tutto è successo perchè abbiamo fatto una seduta spiritica tipo quelle che fai alle feste di compleanno di terza media con Francesco Benigno Zaccagnini (non potevamo non chiamarlo: ha girato anni' 90 e Miracolo Italiano, quindi è un nostro guru, quasi più di Matteo Cambi dopo quella volta che ha sniffato le ceneri di Berlusconi e ha perso il controllo degli sfinteri) e appunto, abbiamo evocato la salma di Berlusconi che prima ci ha dato i ganci per collaborare con Libero poi ci ha nominati suoi think tankers (quella cosa lì insomma) per la prossima campagna elettorale. Siamo così partiti con la campagna EREZIONI ANTICIPATE, una roba virale come manco i video di Giorgia Fiorio in Sapore di Mare o la campagna virale di Jerry Calà quando faceva il creativo in Fratelli D'Italia (citazione degli Squallor) per conto del commendatore Sauli e anche quando curava la campagna virale di Velatissimo, il collant. Tutto accadeva a Verona e anche qua tutto torna, nulla si crea nullla si distrugge.

Quindi: ce n'est que un debut, anzi, cenè che un aperitivo che è già ora dell'aperitivo della domenica, abbiamo già esaurito le idee prima di cominciare quindi siamo sulla buona strada e come al solito chiudo ripetendo il finale del pezzo di quel culattone raccomandato di Accento Svedese, che ho sempre fatto così sempre e voi ve la siete bevuta: ed ecco che inizieremo di nuovo a scrivere cagate fasciste a caso, ecco che cominceremo a trollare sui forum e sulle message board, ecco che cominceremo a lasciare commenti pro-Silvio sul sito del Corriere e di Repubblica, ecco che posteremo fake-filmati di Silvio si YouPorn ecco che tenteremo improbabili attacchi hacker al blog del nostro amico Beppe Grillo (che saluto), ecco che difenderemo l'indifendibile sia dal punto di vista politico che musicale. Vuoi una autorevole recensione di un disco appena scaricato, magari senza che il file sia stato aperto? Vuoi perdere peso velocemente, senza fatica e senza dieta Dukan? Vuoi trovare posto di lavoro in un Lidl con le guardie sull'uscio perché sito in una zona parecchio malfamata? Rivolgiti a noi, non te ne pentirai. L'importante è fare vincere le elezioni 2018 alla salma di Silvio, l'importante è pigliare i soldi di Libero e/o di Silvio scrivendo roba brutta e/o di cattivo gusto.







domenica 14 agosto 2011

Gran Calà di Ferragosto aka Spadrillas Summerslam!









Le nostre centinaia (anzi no, migliaia) di fans ci bombardano di email e scherzi telefonici chiedendoci che fine abbiamo fatto e perché non aggiorniamo più il blog. Noi non rispondiamo perché abbiamo talmente da fare che non abbiamo il tempo di rispondere alla posta, figuriamoci scrivere pezzi per il blog che poi tanto parlano sempre delle stesse cose madama la marchesa. Ok, facciamo le figura degli scortesi però le cose stanno così e non possiamo farci nulla. E poi Martin Scortese è una gag troppo bella e troppo da terza media per non piazzarla qui senza che abbia un senso apparente.
La realtà è che vorremmo tanto scrivere e deliziare le platee – chessò - con le recensioni del nuovo de I Cani, del nuovo de Le Cagne, del nuovo dei Casa Del Mirto, del nuovo dei Casa del Mirdo, del nuovo dei Casa del Lardo, del nuovo dei Casa di Lino Lardo, del nuovo dei Casa di Laerte Pappalardo, del nuovo dei Casa del Mitra, del nuovo dei Casa della Nutria il cui grasso lo utilizzavano per fare la Nutella però il nostro nuovo lavoro ci assorbe l'intera giornata e quando sono le nove andiamo a letto dopo Carosello (anzi no, dopo Da Da Da) perché siamo troppo stanchi (anche se più ricchi: ci pagano benissimo, ci pagano in dinari risalenti all'epoca del Maresciallo Tito. Noi prigionieri poi predatori poi prigionieri poi predatori poi prigionieri poi predatori). Bella vita la nostra.
In pratica abbiamo iniziato a lavorare su Mtv assieme a Ciccio Valenti e ci divertiamo un casino. Il programma è la nuova edizione di Trl, che ha opportunamente cambiato denominazione ed ora si chiama “Trl Michele l'Ariete” in onore di un paio di persone che non sto qui a menzionare (o a minzionare). C'è Ciccio Valenti che è una gran figata e intrattiene il pubblico a casa parlando di cazzate tipo scherzi telefonici, oroscopone, sabati sera di fronte alla tv mentre tutti sono in discoteca a divertirsi, costi della politica e beppebrillo.it, e ci siamo noi che presentiamo band emergenti nonché cose ben più mainstream tipo i dARI (che salutiamo). E poi c'è il figlio di Vincenzo Muccioli - che da quando ha dovuto abbandonare la guida di San Patrignano ha il dente avvelenato e si occupa di tendenze giovanili – e ci sono Paola e Chiara che fanno karaoke direttamente dai sepolcri imbiancati della peggiore edizione anni novanta del Festival di Sanremo (infatti l'hanno vinta i Jalisse e la presentava Mike Bongiorno). C'è Mike Bongiorno (o meglio, un manichino con le sembianze della salma di Mike Bongiorno, quello vero non l'hanno ancora trovato) e c'è Amy Winehouse (o meglio, ci sono tonnellate di post patetici che piangono la scomparsa di Amy Winehouse o semplicemente cercano di commemorarla a cadavere ancora caldo, con prosa ampollosa e francamente illeggibile nonché indegna della benché minima attenzione) più mille altre cose che non sto qui a menzionare (o a minzionare, Repetto juvant) perché sta scadendo il tempo a disposizione. La particolarità è che chiunque lavora per il programma (nessuno escluso, dal cameraman all'uomo di fatica, dai presentatori ai presentamucche – la battuta da terza media è per creare tensione nel lettore) indossa con fierezza una t-shirt del sito musicale Ondarock opportunamente macchiata con una sostanza biancastra ed appiccicosa che è maionese e non sburra come tutti potrebbero essere portati a credere (maionese in onore di Francesco Salvi, uno dei più grandi artisti italiani anche solo per canzoni del calibro di Maionese) senza che all'apparenza ci sia un motivo logico. Siamo gente semplice a cui piace divertirsi con poco, e viviamo bene così. E viviamo.
Il primo ospite è stato Jerry Calà che ha ricordato i tempi in cui si faceva chiamare Jerry Laszlo Calà (Laszlo nel senso dell'amante di Stefania Sandrelli ne La Chiave, film di cui Jerry è gran cultore) e recitava in Professione Vacanze, e da lì è stato tutto un crescendo di raudi (abbiamo fatto saltare un paio di volte Calà dalla sedia, che ridere) e cazzate a manovella. Gli altri ospiti devono ancora arrivare, son due settimane di fila che abbiamo Calà in studio ed un po' inizia a puzzare – ma si sa, l'omo è omo e ha da puzzà come diceva quel filosofo casertano che poi non gli si è aperto il paracadute ed è passato a miglior vita entrando immediatamente nella leggenda (o nella leccenda che dir si voglia), ed allora il fatto che Calà inizi a puzzare non è necessariamente un male, anzi. E poi Calà potrebbe chiamare anche Umberto Smaila con suo figlio Trota Smaila (che andò pure ad un reality show Rai di qualche anno fa, dunque è quasi famoso), ed allora sai che canzoni che cantiamo e quante altre settimane di fila con loro due ospiti più uno di scorta ci facciamo. Potremmo pure chiamare Nek, ma siamo in rotta con lui perché ci deve ancora un bel po' di soldi e perché questo sogno di avveri i nostri avvocati devono lavorare ancora un po'. Speriamo bene, sarebbe brutto rovinare un'amicizia così.


(Ill Bill Laimbeer si impossessa della tastiera e della salma di Mike)
Le nostre centinaia (anzi no, migliaia) di fans ci bombardano di email e scherzi itelefonici chiedendoci che fine abbiamo fatto e perché non aggiorniamo più il blog. Noi non rispondiamo perché siamo troppo impegnati a vedere il trailer del nuovo film di Jerry Calà, che è un capolavoro molto più di The Tree Of Life. Non aggiorniamo spesso il blog perchè per fare la trasmissione con Ciccio Valenti siamo pagati e per scrivere su Spadrillas In Da Mist no. Il blog serve come a tutti i blogger per lanciarsi verso i piani alti, perchè noi siamo Pronti Al Seggio, ci vendiamo a tranci al mercato ittico, al miglior offerente e se chiamasse Albertino per proporci di andare a Radio DeeJay ci andremo senza pensarci un attimo. Invece ci ha chiamato Jerry Calà pensando che il Marco che aveva in agenda fosse Marco Balestri o pure il Balestrino (Jerry Calà essendo cresciuto artisticamente a Verona è un grande fan dei gruppi RAC). Invece ero io, che gli dicevo che Marco Balestri era lì con me e che glielo avrei passato, invece ciccia. Anzi, Ciccio, nel senso di Ciccio Valenti che ci ha lanciato nel magico mondo delle trasmissioni estive della Radio di Stato con la R maiuscola. Ogni mattina possiamo fare delle gags da terza media via radio sapendo che siamo pagati per farlo, è una cosa meravigliosa, anzi merdavigliosa come quando il Gran Gallo Enzo Braschi viene beccato nella discoteca dei punk a imbrattare il muro.
Quindi per favore smettetela di proporci di diventare media partners del vostro Festival nell'ex Yugoslavia che abbiamo altro da fare che venire a Novi Sad, che ricordiamo solo per essere stata la fonte d'ispirazione de Gli Spari Sopra di Vasco Rossi. Non ci interessano i vostri files .zip con le cartelle stampa del nuovo flavour of the moment, noi siamo già arrivati, come speriamo sia poi arrivato Alberto Tomba che abbiamo mandato a Novi Sad all'Exit Fest ma che le brevissime di televideo a pagina 299 ci davano arrestato per aver tentato di imbarcare un prosciutto datogli in dono nel 1999 dalla scuola di sci di Asolo che lui aveva gettato a Valle ma che un solerte maestro di sci gli ha restituito. Il nostro prossimo progetto è un remake di Alex L'Ariete sempre con la regia di Marcelo Damiao come l'originale e con la sceneggiatura di Meo Sacchetti, solo che al posto di Alberto Tomba ci sarà il prosciutto lanciato a valle da Alberto Tomba e al posto di Michelle Hunziker ci sarà Caio il cantante dei Peggior Amico.
Insomma, con tutto il parterre de roi e tutte le salme che abbiamo rubato (inclusa quella di Vincenzo Muccioli, quella di Vincenzo Esposito e quella di Tony Esposito), il nostro scopo è quello di fare una telefonata al giorno con Jerry Calà per farci raccontare gustosi episodi di vita vissuta al limite e per fargli degli scherzi telefonici. Gli abbiamo proposto un remake di professione vacanze con lo stesso regista, cioè Picchio De Sisti, indimenticato regista/ allenatore della Reyer Venezia e della Pallacanestro Ferrara. Solo della puntata Nove Settimane e Un Mazzo e solo se ci fa fare la parte dei punks e solo se invece di esser girato a Monopoli viene girato a Lido Di Volano. Jerry ha detto che ci sta solo se Nek e Umberto Smaila travestito da salma di Fred Buongiorno fanno la colonna sonora.
Per Umberto gli abbiamo detto che si può fare, ma con Nek siamo in rotta con perché ci deve ancora un bel po' di soldi e perché questo sogno di avveri i nostri avvocati devono lavorare ancora un po'. Speriamo bene, sarebbe brutto rovinare un'amicizia così.





mercoledì 25 maggio 2011

PISAPIA TUTTE LE FESTE PORTA VIA (Il ritorno di Spadrillas)













(Accento Svedese ed Ill Bill Laimbeer, a quattro mani come al solito)

Dunque, dove eravamo rimasti? È passato talmente tanto tempo che non me lo ricordo più, ma ad occhio e croce eravamo rimasti al fatto che abbiamo dovuto abbandonare temporaneamente il blog perché abbiamo fatto da roadie a Nek nel suo tour interminabile che ha toccato ogni angolo del globo terrestre (non ti dico le scene che abbiamo visto nei camerini nella data alla Rotonda di Lido Delle Nazioni dove era pieno di MILF di Lagosanto reduci dalla sagra della fragola, con Milly D'Abbraccio, Nek col laccio al braccio, la salma di Rob Pilatus dei Milli Vanilli riesumata per l'occasione, Alessandro Nannini col laccio al braccio buono e l'altro teso come le selve di braccia tese e lacci californiani che nemmeno Randy Macho Man Savage, ie come cameraman il camerata Cesare Battisti che planava sopra boschi di braccia tese da Alessandro Nannini che si faceva dello stracchino di Nonno Nanni scaduto comprato dalla Bafiona sul viale del Lido Degli Estensi e Ornella Vanoni. E in quella data Lamberto Tarango Sposini che ti porta roba buona e che poi per poco non ci rimane e fa la fine di Andreotti che gli è tornato su quello che si era calato in passato, Verano Zombie, gli Zeke, Zippo della crew Spaghetti Funk, Zippo panino il supereroe paninaro e la guida al paninaro DOC, my man Lorenzo Jovanardi Cherubini che ha suonato di spalla in occasione delle date nel nord-est, Brian Ferry, Danny Ferry quando giocava nel Messagero Roma di Giuliano Ferruzzi Vien Dal Mare e mani pulite che ha stroncato quella grande squadra e la mano di Alessandro Nannini che infatti è partita nello stesso anno, i ferry boat che nel '91 arrivavano a Bari da Tirana, Tarzana Bertè che non si ricorda più i testi delle sue canzoni e devono scriverglieli a caratteri cubitali, Tarzan Annoni capitano del Torino, Tarzhard di Joe D'Amato e la salma del camerata Mino D'Amato con Mino Bonocuore che fatto e strafatto di stracchino di Nonno Nannini camminava su grigliate di anguilla in salamoia. Un backstage che manco i Pollini Stone (il nostro word ha il t9 della Nokia per qui invece di Rolling Stones scrive Pollini Stone), con Pasquale 'o animale Bruno, Martin Vazquez e la quinta dei Buitre, Butragueno che era un fascista di merda, Stefano Tacconi che votava MSI, Walter Zenga col parrucchino quando faceva le televendite con Hoara Borselli che ora è nello staff di Ignazio La Russa, Ignazio la Trottola, Ignazio Ramonet, Gigi la Trottola, Gigi Maifredi, Gigi il troione quello che faceva l'assessore a Comacchio, Giggi il bullo, Gigi e Andrea, Gino Latino, Giorgio Gabber con due B e chi più ne ha più ne metta – non ho più voglia di proseguire l'elenco e lo tronco qui). È stata una bella esperienza, anche perché abbiamo fatto finta di lavorare tutto il tempo, guadagnato un sacco in termini di soldi e prestigio sociale ed oltretutto abbiamo accumulato un bagaglio di esperienza che siamo sicuri ci saranno utili in futuro. Praticamente siamo pronti per sfondare nel mondo della musica indipendente italiana, che è una burla che ti disturba e tu puoi pure pagare i pennivendoli prezzolati per fare fuori la crew di spadrillas ma noi siamo più forti di Tomba la bomba che getta i prosciutti dal cavalcavia che gli danno quando va a fare le comparsate nelle gare di sci per bambini. A buon intenditor vai a fare in culo, e se moriamo domani come Pantani ci troverai sempre lì, al Motel delle Rose di Canaro sulla statale Rovigo-Ferrara. Comunque: checchè ne possa dire una certa critica indie-snob che gode nel perdere le elezioni e snonna la musica pop: Nek dal vivo se la cava alla grande, è una questione di fantasia. Non roba da poco. Chi crede che per ottenere buona musica bisogna ricorrere ai conservatori non conosce Nek. Lui è un progressista. L'evoluzione della specie passa per accordi e dissonanze, ritmi e cambi repentini, stop and go e una marea di idee, Schizofrenia. Dà pure i numeri. Tre è il numero perfetto? Fuocherello. Visto che per Nek sembra stia andando così. Il tutto ingioiellato sulle ritmiche fantasiose alle quali il suo batterista Alessandro Nannini (tra l'altro, ex batterista dei Def Leppard) ci ha abituato da sempre, e che adessp sono ancora più preziose e decorate. Questa volta, però, ci sono le melodie. Romanticherie di una voce fanciullesca, una creatura deforme che ti sorride beffarda con una lucina nuova negli occhi. Manonegra, Ska-P, Articolo 31, Linea 77 e Prodigy centrifugati senza ritegno dentro un acceleratore di particelle a trazione elettronica. Musica per centri sociali con mobili di pregio, però sentendolo sera dopo sera ti rendi ben conto di una cosa: scrivere di musica in senso stretto non conta praticamente più nulla. E ciò ci ricorda cosa significa farsi prendere per il culo pur rivendicando l'importanza di rimanere leggeri. I dischi escono che sono già vecchi, sentiti e strasentiti, e non solo perché nel mondo della musica ormai tutto è già stato detto e fatto e non si inventa più nulla, ma anche (e qui mi sento quasi quello sfigato di Walter Nudo Veltroni quando in campagna elettorale diceva sempre “ma anche”) perché di fatto cominciano a circolare in rete due mesi prima dell'uscita reale. Ed in virtù di questo, chi ha ancora voglia di leggere di un disco, delle sue caratteristiche tecniche e delle sue presunte peculiarità? Troppo noioso, e poi non ha più senso. Meglio parlare di emozioni che un disco è in grado di suscitare, meglio dire che cosa l'opera è in grado di comunicare anche se questo qualcosa non c'entra nulla con l'argomento di partenza (cosa ho detto? Non lo so. Rileggendomi non riesco a capirlo, ma ad occhio è croce deve trattarsi di qualcosa come “parlare di altre cose, anche solo lontanamente collegate al disco di cui si dovrebbe parlare. L'importante è il messaggio, non il mezzo”). Meglio rider. Meglio Miglio (nel senso di Gianfranco, l'ideologo della Lega che ora è una salma ma anche quando era vivo la differenza di stato non è che si notasse poi tanto).

E quindi come dicevano quei fascisti dei Trètrè l'acqua scarseggia e la papera non galleggia, quindi una domanda Claudio sorge spontanea: con tutto lo yogurt che c'è, c'era proprio bisogno che andassimo a fare i roadies di Nek in motorino cinquantino (su in due: abbiam preso la moto sì, ma senza casco) partendo dall'Esquilino con quel critico indie pentito di Barabba Tomasino Buscetta che ci faceva un bocchino e proprio col motorino abbiamo visto gente che si era persa sul viale di Lido Degli Estensi nel '94 e poi abbiamo dovuto andarla a trovare a Chi L'Ha Visto e Hasta Tosta oggetti tosti per tutti i gosti, l'asta condotta da Ezio Greggio. E quindi la risposta sarebbe: no, non c'era bisogno che andassimo a fare i roadies di Nek ma questo blog non è un albergo e la crew di Spadrillas si Inkazza e si Inkiostro.blogspot.com quindi meglio il gruppo del Nongio sulla porta che Barabba Tomasino sulla porta. Non c'è nessuna salvezza e nessuna redenzione: il sapore del romanticismo decadente di Nek, con commistioni di indie-rock ed echi darkwave marchiati a fuoco da un'attitudine emozioanale sino allo stordimento, necessaria per la consolazione almeno a nostra insaputa (come diceva Peo Pericoli ad Emilio nel '90) di chi ha scelto l'oscurità e si trova ad abbandonare tutto il resto. Nek, tra le note nere dei Joy Division e l'art attack rock di Giovanni detto Gianni (un po' come Giacinto detto Marco) Muciaccia l'uomo di Jo Squillo quando ha fondato il partito rock nel 1980 e ha preso più voti della Vanoni alle Comunali di Milano.Insomma, Nek è un ipnagogico, qualsiasi cosa significhi questa parola ad effetto. Lui stesso ci ha rivelato: “Trovo noioso e finto che un pezzo suoni quasi perfetto. In alcuni miei brani ci sono delle saturazioni dovute alla volontà di non dovermi adattare alle regole del missaggio. Se per le mie endovene è ok, non c'è pusher al mondo che possa farmi cambiare idea”. Ma che cambia? Come direbbe Gene Cazzocrea Gnocchi: Qui prodest? A chi giova tutto ciò?

Ed in virtù di questo, chi ha ancora voglia di leggere di un disco, delle sue caratteristiche tecniche e delle sue presunte peculiarità? Troppo noioso, e poi non ha più senso. Meglio parlare di emozioni che un disco è in grado di suscitare, meglio dire che cosa l'opera è in grado di comunicare anche se questo qualcosa non c'entra nulla con l'argomento di partenza (cosa ho detto? Non lo so. Rileggendomi non riesco a capirlo, ma ad occhio è croce deve trattarsi di qualcosa come “parlare di altre cose, anche solo lontanamente collegate al disco di cui si dovrebbe parlare. L'importante è il messaggio, non il mezzo”). Meglio rider. Meglio Miglio (nel senso di Gianfranco, l'ideologo della Lega che ora è una salma ma anche quando era vivo la differenza di stato non è che si notasse poi tanto). Meglio Scoglio (nel senso di Franco Scoglio, morto in diretta tv e poi emulato vanamente da Andreatta, Andreotti e da Lamberto Bava Sposini).

Anzi: meglio uno spaghetto allo scoglio da Aroldo al Lido di Spina, che poi era anche la fermata della corriera Copparo-Lido Degli Estensi.

E tutto torna.

domenica 27 febbraio 2011

Equipollenza tra Red Bull e Fake Bull: verità o leggenda metropolitana?









Ho perso l'intera tredicesima (e quasi tutto lo stipendio di gennaio, particolare da non sottovalutare) giocando al videopoker ed ora c'ho le pezze al culo. Sono disperato, sono talmente alla frutta che tra le altre cose non posso più nemmeno permettermi di comprare la Red Bull e devo per forza ricorrere a loschi surrogati in vendita al discount chiamati Energy Boost. A volte gli scherzi del destino ti portano anche a grossi sacrifici come questo, sacrifici che poi in realtà nascondono scoperte interessanti ed inattese prese di coscienza.

Sia chiaro, sono felice ma all'inizio è stata molto dura. La Energy Boost non è un tarocco, è di più: è un tarocco creativo, sublime, quasi poetico. Ha una confezione terribilmente simile al quella dell'originale (il blu è più scuro, ma è solo un piccolo dettaglio che nulla aggiunge e nulla toglie al risultato finale) ed un logo costituito da un pitbull rosso che vorrebbe disperatamente essere uno dei tori del marchio della RedBull ma non ce la fa proprio. Il sapore non è lo stesso ma in fondo è molto simile e risulta addirittura estremamente gradevole anche se un retrogusto tipo quello della colla Uhu-Stick che si leccava alle scuole elementari potrebbe infastidire i palati più fini. Il colore è assai strano, l'odore pure ma non fa nulla e la composizione chimica è incerta - nel senso che nelle informazioni riportate sul retro è indicato che c'è la taurina e c'è tanta caffeina, ma potrebbe anche darsi che la taurina utilizzata sia stata procurata chissà come (e chissà dove) e che la caffeina sia ottenuta da fondi del caffè e cose così – e non si sa quali potrebbero essere gli effetti a lungo termine dati da un consumo smodato della bevanda (se per questo non si sanno neanche per la Red Bull, ma almeno dietro ci sta una parvenza di sperimentazione e ricerca, checché ne dicano le malelingue). Sembra addirittura più potente della Red Bull e ti dà una scarica iniziale e la botta si prolunga per diverse ore, ma in fondo è uguale perché sicuramente la fanno con i suoi scarti di produzione.

La differenza tra le due bevande in definitiva la fa il prestigio sociale. Se esci e ti bevi una Red Bull fai un gesto ormai comune e probabilmente finisci pure per risultare un tipo ordinario, mentre se esci e ti bevi una Energy Boost portata da casa almeno fai ridere la gente. Guardano la lattina e ridono, pensano che tu abbia le pezze al culo e ridono, pensano che tu sia un tipo bizzarro e ridono, però intanto ti considerano, acquisti punti ed il tuo prestigio sociale sale alle stelle. Stai sicuro che parleranno di te, e se sei single potrai avere l'opportunità che aspetti da tempo (mentre se sei fidanzato la stima della tua compagna/del tuo compagno aumenterà parecchio, per non parlare dell'autostima se sei un incallito segaiuolo). Bere una Energy Boost è quasi un gesto politico (sempre che la politica abbia ancora un senso nel 2011 in Italia), una dichiarazione di indipendenza, una affermazione del proprio io e della propria personalità, bere Energy Boost è distinzione dalla massa e sprezzo delle convenzioni e delle regole scritte ed orali. Sei te stesso e non ti curi degli altri ma nello stesso tempo te ne freghi della tua salute (e quindi di te stesso) e attiri l'attenzione degli altri. Sembra incredibile ma bere Energy Boost è tutto questo e molto altro. Quasi un miracolo, un miracolo al costo di 50 eurocent in offerta al discount.




(Ill Laimbeer takes the m-f boost)

Per dire quanto la boost è leggendaria come I templari: se cerchi so google “boost+ld” ti viene fuori una roba da autotunning che tra l’altro ho letto meglio il prodotto ed è una roba per colorare il tuo acquario come una macchina da autotunning. Tipo mangiarsi una trekking light, quella roba che ti davano col cambio d’olio. Ecco non è un caso nemmeno questo: l’energy drink che noi di Spadrillas, con spregio del pericolo (d’altronde siamo gli ultimi dei boyscout e Rischio è il nostro secondo nome) abbiamo provato per voi giovedì prima di una partita di basket e venerdì prima di un dj set di Felisatti Tosino e Accento Svedese in cui due delle Pocahaunted bevendola si sono ricongiunte con lo spirito di Enzo Braschi che ora è un capo indiano e hanno fatto poi la fine di Sandy Balestra e Sidonie Lamour. Fate conto che se poi non capite niente di quello che stiamo scrivendo è perché non ci è ancora andata giù: anzi, i ragazzini che poi se la sono bevuta con noi hanno pisciato sul jet-set dell’indie italico e internazionale e hanno squattato la cucina di zuni tentando di friggere il power drink che noi endorsiamo sulle padelline, come della ketavet. Se digiti foto e boost+ld ti compare la ruota della fortuna con Ylenia Carrisi, Milly D’Abbraccio e Mike Bongiorno e Bufalo di Romanzo Criminale. E anche in questo caso non è un caso. Mio cugino l’ha bevuta una volta ed è morto per 2 minuti. Insomma: la boost dell’ld per berla e digerirla ci vuole l’intervento divino. Il colore è tipo olio di macchina, il prezzo 50 cent. Venerdì avevo allenamento a Copparo e me la sono smezzata con un mio compagno che di solito beve quella del lidl (che la fanno a Verona, mentre questa la fanno in Austria: è più di una sicurezza che sta roba se la usavano durante la Repubblica di Salò o quando hanno decretato l’Anschluss): le gambe mi han preso a fare come se le mie and1 fossero diventate le scarpe di Enrico Montesano in Culo e Camicia. E anche questo non è un caso, il grand soleil è l’unica cosa chimica come questo energy drink che nun se batte, dentro oltre a caffeina e taurina c’è della roba di cui fino a giovedì ignoravo l’esistenza tipo l’inositolo, la niacina e l’acido pantotecnico (sicuramene ha a che fare con degli scarti di mine da disegno o con la Panto, che era sponsor di Colpo Grosso): insomma la boost è il megafono liquido di una generazione sull’orlo di una crisi di nervi che uscita dal Ser.T chiede i soldi per il power drink, un iceberg emozionale (qualsiasi cosa queste frasi a caso significhino). Per il basket a Copparo e i dj set pericolosi è indicata perché dà allucinazioni che fanno comparire sul playground i Datura e Ricky Le Roi e in pista Tennis Rodman, Rick Mahorn e Jeff Ruland. Tra l’altro oltre a un pitbull rosso sembra anche un bulldog rosso, che è altrettanto geniale. Con il boost dell’LD le chiacchere stanno a zero: voi bevete pure vodka e redbull pagandola 10 euri, per noi è più forte delle bombe, è la bevanda di Tomba la Bomba quando gettava i prosciutti in valle andando a fare le sagre: altro che il down questo è l’up totale, è un boost da ogni botta un quintale. E’ una questione di attitudine insomma: ci giochiamo la reputazione nei playground e in pista endorsandola, ma sappiamo che questo è il ruolo delle avanguardie come Spadrillas. Bere la Boost è più di un gesto politico: è un gesta bellica. Anzi di più: è un gesta fallica. Sembra incredibile ma bere Energy Boost è tutto questo e molto altro. Quasi un miracolo, un miracolo al costo di 50 eurocent in offerta al discount.